Come sappiamo, la società coreana è molto gerarchica e dunque questa mentalità si riflette anche sulla lingua. Oltre alla normale differenza tra linguaggio formale e informale, in coreano troviamo infatti anche un terzo registro linguistico: il linguaggio onorifico, chiamato nopinmal (높인말). “Nopinmal” significa letteralmente “lingua alta” (da nopda, 높다, essere alto, e mal, 말, lingua) e viene utilizzato in tutte quelle situazioni in cui è necessario mostrare rispetto verso un superiore.

Vediamo ora in questo articolo come utilizzare il linguaggio onorifico coreano e quali sono le sue particolarità.

Le particelle del linguaggio onorifico

Il nopinmal, cioè il linguaggio onorifico coreano, consiste principalmente in particelle da utilizzare per rivolgersi a qualcuno con toni più gentili o parlare di qualcuno che non è presente a cui si porta rispetto. L’idea di rispetto è infatti tale da sentire necessario mostrarlo anche quando il diretto interessato non è presente.

Le particelle del nopinmal sono di due tipi: ci sono le particelle interne ai verbi (shi, 시, e se, 세), che si inseriscono tra la radice e la desinenza, e le particelle che indicano i complementi, che differiscono da quelle utilizzate negli altri registri linguistici. Abbiamo per esempio visto che le particelle che indicano il tema e il soggetto sono 은/는 e 이/가. Nel linguaggio onorifico, queste vengono sostituite rispettivamente da 께서는 e 께서. Se dunque il soggetto della tua frase è una persona verso cui devi portare rispetto, dovrai utilizzare le particelle 께서는 o 께서 e inserire poi la particella 시 all’interno del verbo. Vediamo un esempio:

엄마께서는 저녁을 만들어 주어요. (ommakkeseoneun jeonyeogeul mandeureo jushyeosseoyo)

= La mamma mi ha preparato la cena.

In questa situazione, la madre non è presente, ma si sta parlando di lei e di una cosa che ha fatto. Dato che il parlante la rispetta, dimostra questa cosa nel suo linguaggio, utilizzando il nopinmal. Usa quindi la particella 께서는 e la particella 시 all’interno del verbo. Quest’ultima, unendosi alla desinenza della coniugazione (che sarebbe 었어요, eosseoyo), varia leggermente, trasformando la vocale semplice nel dittongo ㅕ, yeo.

Non sono solo le particelle di tema e soggetto a variare nel linguaggio onorifico coreano, ma subiscono un cambiamento anche complemento di termine e complemento d’agente, diventando entrambe 께, kke, rispettivamente al posto di 에게 o 한테 e di 에게서 o 한테서. Varia infine la particella 도, do, che significa “anche”, diventando 께서도.

Il lessico del linguaggio onorifico

Ci sono inoltre molti termini che variano se si sta utilizzando il linguaggio onorifico. Anche se, fortunatamente, non tutte le parole prevedono una variante onorifica. Ecco alcuni degli esempi più comuni:

  • 집 -> 댁 (casa)
  • 먹다 -> 드시다 (mangiare)
  • 자다 -> 주무시다 (dormire)
  • 생일 -> 생신 (compleanno)
  • 나이 ->연세 (età)
  • 말하다 -> 말씀하시다 (parlare)
  • 있다 -> 계시다 (stare)
  • 식사 -> 진지 (pasto)
  • 죽다 -> 돌아가시다 (morire)

Se quindi si parla, per esempio, della casa della nonna, normalmente non si utilizzerà 집 (jip, il termine piano per indicare la casa), ma 댁 (daek). Es. 할머니의 댁 (halmeonieui daek, la casa della nonna).

Come puoi notare, ci sono varianti onorifiche sia di alcuni nomi sia di alcuni verbi. Per quanto riguarda i verbi, la particella 시 è già inclusa, quindi non è necessario inserirla nuovamente.

Con chi utilizzare il linguaggio onorifico

Come abbiamo detto, il nopinmal si utilizza quando è necessario mostrare rispetto verso un superiore. Si può trattare non solo di una persona superiore lavorativamente parlando, ma anche semplicemente di qualcuno più grande di noi, specialmente se è un membro della famiglia. Questo non vuol dire che non è possibile utilizzare il registro informale per esempio con un genitore, con cui teoricamente si ha un rapporto più intimo, ma che almeno quando si parla di questa persona a qualcun altro bisogna esprimere il proprio rispetto utilizzando il linguaggio onorifico.

Come puoi vedere, il linguaggio onorifico coreano è molto particolare, soprattutto perché peculiare della lingua coreana. Il suo utilizzo però non è complicato: bisogna ricordarsi semplicemente di utilizzarlo quando si vuole esprimere un rispetto maggiore nei confronti di qualcuno.

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