Ti sei mai chiesto quali sono i proverbi coreani più usati? Come ogni lingua, anche il coreano ha le proprie espressioni idiomatiche che non si possono tradurre letteralmente. Molte di queste trovano in italiano un’espressione quasi uguale, mentre per molte altre esiste un’espressione corrispondente che veicola lo stesso significato ma che utilizza metafore diverse. Spesso riusciamo a capirle grazie al contesto, mentre altre volte abbiamo bisogno di una conoscenza pregressa. Continua a leggere questo articolo per conoscere cinque tra i proverbi coreani più utilizzati.

1. 원숭이도 나무에서 떨어질 때가 있다 (wonsungido namueseo tteoreojil ttaega itda)

Iniziamo con un messaggio positivo: anche i migliori possono sbagliare. È un’espressione che ci può capitare di usare spesso nella vita di tutti i giorni, che sia per rincuorare un amico o per farci forza dopo un piccolo fallimento, e anche in coreano non manca. Il modo in cui si presenta è però più metaforico, infatti letteralmente si traduce in: “Anche le scimmie a volte cadono dagli alberi”. Le scimmie sono infatti esperte arrampicatrici, tuttavia anche a loro può capitare di sbagliare e cadere, ma questo non vuol dire che non siano più in grado di salire sugli alberi. Allo stesso modo, nella vita ci può capitare di fare un errore, ma questo non ci rende degli incapaci. È quindi un invito a non demordere e a ritentare.

2. 가는 말이 고와야 오는 말이 곱다 (ganeun mari gowaya oneun mari gopda)

Essendo la Corea un paese di eredità confuciana, non è raro trovare massime che si rifanno a questo tipo di pensiero. Secondo il Confucianesimo, infatti, tutto ciò che fai ti ritornerà indietro tre volte e quindi per ottenere del bene devi fare del bene. Anche l’espressione presa in analisi, ganeun mari gowaya oneun mari gopda, afferma che se le parole che se ne vanno, cioè appunto quelle che pronunci, saranno belle, anche le parole in arrivo lo saranno. È quindi un invito a essere sempre gentili con il prossimo. Solo così infatti si potrà essere trattati con altrettanta gentilezza.

3. 가는 날이 장날이다 (ganeun nari jangnarida)

Questo proverbio si usa quando si vuole esprimere l’idea di pessimo tempismo. L’espressione risale a tempi ormai lontani, quando ancora non c’erano i telefoni, e se si voleva vedere una persona la si andava a trovare e basta, senza potersi mettere d’accordo in anticipo. Jangnal (장날) è il giorno del mercato, che si teneva una o due volte a settimana nel centro del paese e a cui si tendeva a partecipare sempre per rifornirsi di tutto il necessario. Poteva capitare quindi di andare a trovare un amico nel paese vicino e non trovarlo in casa perché si era capitati lì, inconsapevolmente, proprio nel giorno del mercato. L’espressione ganeun nari jangnarida fa riferimento proprio a questo pessimo tempismo e si può applicare metaforicamente alle altre situazioni.

4. 시작이 반이다 (sijagi banida)

Questa espressione significa letteralmente “l’inizio è la metà” e corrisponde al nostro “chi ben comincia è a metà dell’opera”. È dunque una frase di incoraggiamento: non importa quanto lunga e tortuosa sia la strada per raggiungere l’obiettivo, il solo fatto di avere iniziato è il primo passo che porterà alla meta. È un invito a non demordere e a credere in se stessi.

5. 모르는 약이다 (moreuneun ge yagida)

Questo proverbio coreano significa letteralmente “non sapere è una medicina”. Questo perché molte volte è meglio non sapere certe cose e l’ignoranza a volte ci protegge da verità che preferiremmo non conoscere. Si può usare come risposta alle domande di una persona quando pensiamo che sia meglio per lui che non ne venga a sapere di più o come motivazione per non approfondire ulteriormente qualcosa.

In questo articolo abbiamo visto cinque tra i proverbi coreani più utilizzati, ma ovviamente ne esistono anche molti altri. Se l’hai trovato interessante, continua a seguire  il blog di Go! Go! Hanguk per altre curiosità e non esitare a contattarci per vivere e studiare in Corea.