Alla scoperta delle danze tradizionali coreane

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Le danze tradizionali coreane rappresentano un aspetto molto affascinante della cultura del paese. Molto diverse da quelle moderne e da ciò a cui siamo abituati in Occidente, ne esistono svariate. Per semplificare, possiamo distinguere principalmente in tre gruppi: le danze rituali buddiste (jakbeop, 작법), le danze di corte (jeongjae, 정재) e le danze popolari. Di quest’ultimo gruppo fa parte la più celebre buchaechum (부채춤), la danza con i ventagli. Probabilmente se hai partecipato a manifestazioni come il Festival dell’Oriente o la Korea Week, ti sarà già capitato di vedere rappresentata una di queste danze e avrai notato che, essendo di origini antiche, molte di esse vengono eseguite in hanbok, l’abito tradizionale coreano. Vediamo ora le differenze tra i vari gruppi.

Danze rituali buddiste

Le jakbeop sono le danze tradizionali coreane che si eseguivano durante i rituali buddisti. Di questo gruppo, le più famose e apprezzate sono la nabichum (나비춤) e la barachum (바라춤).

Nabichum significa letteralmente danza a farfalla (da nabi 나비, cioè farfalla, e chum 춤, cioè danza) ed è così chiamata perché durante la rappresentazione i performer indossano un costume a maniche molto ampie chiamato jangsam (장삼), muovendole in modo da ricordare le ali di una farfalla. Tradizionalmente questa danza veniva messa in scena dai monaci, che oltre al jangsam indossavano anche un cappello speciale detto ggokkal (꼬깔). La musica è lenta e rilassante e accompagnata dal suono di un tamburo.

Il termine barachum deriva da bara (바라), il nome dello strumento utilizzato durante la rappresentazione, simile a un piatto a percussione, e chum, che come abbiamo detto significa danza. La barachum è una danza caratterizzata da movimenti fluidi, anch’essi accompagnati dal suono di un tamburo oltre che dei piatti, e serve ad allontanare gli spiriti maligni e purificare la mente.

Danze di corte

Le jeongjae sono le danze tradizionali coreane di corte, che venivano messe in scena per la famiglia reale, gli ufficiali o durante occasioni speciali organizzate dal regno. Ce ne sono svariate, ma tra le più celebri e particolari ricordiamo la geommu (검무) e la mugo (무고).

La geommu è una danza con le spade e deriva da geom (검), il nome della spada utilizzata e mu (무), che deriva dal cinese e significa danza. Nata come danza popolare da ballare indossando una maschera, è stata poi modificata durante l’era Joseon per la corte reale. Veniva quindi messa in scena dalle gisaeng (기생), che per certi versi si possono considerare il corrispettivo coreano delle più conosciute geisha, ed è divenuta una danza sensuale. Veniva rappresentata indossando l’hanbok ma senza più portare la maschera tradizionale.

La mugo è una danza tradizionale coreana di corte in cui, al centro della scena, veniva apposto un grosso tamburo, attorno al quale i performer ballavano, suonandolo di tanto in tanto. Questa danza è caratterizzata da movimenti fluidi e nasce per celebrare la grandezza del re. Il suo nome deriva da mu, il termine sinocoreano per indicare la danza e go (고), tamburo.

Danze tradizionali coreane

Danze popolari

La danze popolari sono tra le danze tradizionali coreane più allegre e movimentate, dal carattere molto vivace proprio perché erano messe in scena dal popolo per il popolo. Tra le più significative ricordiamo la talchum (탈춤) e la ganggangsullae (강강술래). Anche la sopracitata buchaechum, ossia la danza dei ventagli, fa parte di questo gruppo, ma in realtà è di origini più recenti, derivata da varie influenze di danze preesistenti.

Talchum significa letteralmente danza (chum) in maschera (tal, 탈). Era una danza di buon auspicio messa in scena nei villaggi, per allontanare gli spiriti maligni e/o augurare un buon raccolto. Nella talchum, i ballerini indossano abiti molto colorati e delle grosse maschere sul viso, ciascuna delle quali corrisponde a un personaggio. La talchum infatti non è soltanto un ballo, ma una sorta di rappresentazione teatrale.

La ganggangsullae è invece una danza eseguita da sole donne, che si dispongono in cerchio tenendosi per mano. Nata inizialmente per portare un raccolto propizio, è diventata poi anche una semplice danza di conforto reciproco tra le partecipanti. Tradizionalmente veniva messa in scena di notte, senza l’accompagnamento di strumenti. Si girava dunque in cerchio seguendo il canto di una delle partecipanti, a cui ci si poteva unire per il ritornello.

Ultima ma non meno importante, la buchaechum. Deriva da buchae (부채, ventaglio) e chum, danza, ed è un ballo messo in scena sventolando ventagli colorati, su cui solitamente sono dipinti fiori di peonia rosa. Questa danza è accompagnata da numerosi strumenti musicali, tra cui tamburi, flauti e strumenti a corde pizzicate e viene eseguita in hanbok colorati. Prende ispirazione da antichi riti sciamanici, si evolve come danza di corte durante l’era Joseon e infine, negli anni ’50 del Novecento, viene adattata al grande pubblico. La buchaechum viene messa in scena da un gruppo di ballerine donne, che eseguono movimenti eleganti e aggraziati.

Ecco quindi le danze tradizionali coreane più conosciute e apprezzate. Per altre informazioni su lingua e cultura coreana, continua a seguire il blog di Go! Go! Hanguk e non esitare a contattarci per vivere e studiare in Corea.

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