Una caratteristica tipica di tutti i paesi dell’Asia è quella di possedere una lunga tradizione riguardo gli stili di combattimento e le arti marziali. Anche la Corea ovviamente ne presenta alcuni, e l’articolo di oggi servirà proprio a farti conoscere quelle che sono alcune delle tradizionali e più famose arti marziali coreane. Partiamo!

Il Taekwondo (태권도)

Non possiamo non iniziare con il Taekwondo, una delle arti marziali più famose e praticate al mondo. Come puoi notare la parola è divisa in tre caratteri, i quali significano Tae (태) “colpire con i piedi”, Kwon (권) “colpire con il pugno” e infine Do (도) “arte, metodo, via”. Potremmo dunque tradurli insieme come “arte dei calci e dei pugni” oppure “metodo per colpire con calci e pugni”. Il Taekwondo infatti è sempre associato ai calci, ed è possibile poter vedere atleti di questa disciplina compiere salti incredibili e riuscire a colpire con i piedi oggetti a incredibili altezze solo grazie alla potenza e all’abilità che hanno sviluppato. Il Taekwondo enfatizza di più l’uso di calci, impiegando così la maggiore potenza e raggio d’azione che le gambe hanno rispetto alle braccia.

E’ uno degli sport più praticati in Corea sin dalla tenera età, ed è anche un simbolo di questo paese a livello internazionale. C’è, però, da fare una precisazione. Il Taekwondo che vediamo alle Olimpiadi è la variante sportiva di questa arte, mentre esiste anche quella tradizionale, che fonda le sue radici negli ’40/’50 del Novecento, e che sin dall’epoca veniva insegnata anche alle Forze Armate della Repubblica di Corea. Come ogni classica arte marziale i gradi sono indicati attraverso l’utilizzo di cinture, il quale colore indica il livello dell’allievo. Infine, importantissimi sono anche i 5 principi cardine su cui si basa questa disciplina, i quali sono: Cortesia (예의), Integrità (염치), Perseveranza (인내), Autocontrollo (극기) e Spirito Indomito (백절불굴). Ognuno di questi prevede un’etica morale la quale deve essere seguita fedelmente non solo nell’ambito della disciplina, ma possibilmente anche nella vita.

Arti marziali coreane

L’Hapkido (합기도)

Insieme al Taekwondo l’Hapkido è una delle arti marziali coreane più famose. Fu creata dal grande maestro Choi Yong-Sool, il quale apprese i principi dell’arte marziale giapponese di nome Daitō-Ryū Aikijūjutsu, predecessore dell’Aikido. Hapkido e Aikido infatti, considerando la scrittura con caratteri cinesi, si scrivono allo stesso modo, ma sebbene provengano entrambi dalle stesse radici, sono comunque due arti diverse. Differiscono principalmente per filosofia e nell’esecuzione delle tecniche. Choi Yong-Sool infatti, una volta tornato in Corea, unì le tecniche che aveva imparato ad altre arti tradizionali coreane come il Taekkyeon, di cui parlerò più avanti.

Anche la parola Hapkido è divisa in tre caratteri: Hap (합) significa “coordinazione, armonia”, Ki (기) “energia interna, spirito” e Do (도) “metodo, via, arte”. Si potrebbe tradurre come “via dell’energia armoniosa” o “metodo per coordinare l’energia interna”. L’Hapkido impiega principalmente leve, punti di pressione, proiezioni e calci e si può adattare sia alla lunga che alla corta distanza. Questa arte marziale, inoltre, dà molta importanza al controllo dell’avversario, ai movimenti circolari e al reindirizzamento della forza a proprio vantaggio. Sono queste dunque le caratteristiche che la rendono una delle più famose e conosciute arti marziali coreane.

Lo Ssireum (씨름)

Lo Ssireum, conosciuto anche come lotta tradizionale coreana, è un’arte marziale coreana molto antica, che risale al regno di Goguryeo (37 a.C – 668 d.C.). Era una disciplina molto popolare nel periodo Joseon (1392-1910), infatti sono presenti molti dipinti tradizionali coreani che rappresentano due atleti mentre combattono. Potrebbe essere accomunato al Sumo giapponese per alcune caratteristiche, ma in realtà le differenze sono significative.

Sebbene il ring sia simile a quello del Sumo, si tratta infatti di un cerchio riempito di sabbia di circa sette metri di diametro, il metodo di combattimento è diverso. Innanzitutto gli atleti indossano la caratteristica Satba (샅바), una sorta di cintura di colore rosso o blu, a cui il proprio avversario si aggrapperà. L’inizio dell’incontro prevede che i due atleti si afferrino a vicenda per questa cintura, e il loro scopo sarà quello di far toccare per terra una qualsiasi parte dal ginocchio in su dell’avversario. A differenza del Sumo, spingere fuori dal cerchio l’atleta rivale non concede vittoria ma solo una semplice interruzione dell’incontro. Infine, gli atleti dello Ssireum sono di solito alti tra il metro e ottanta e due metri, e sebbene il loro peso sia sostanzioso, possiedono una corporatura molto muscolosa. Questo sport coreano è Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO dal 2018.

Il Taekkyeon (택견)

Anche il Taekkyeon, sebbene poco conosciuto, è un’arte marziale coreana molto antica. Le sue radici sono ancora oggi insicure e ambigue. Alcuni studiosi ritengono che anch’esso esista sin dal regno di Goguryeo (고구려), in quanto raffigurato in una pittura rupestre dell’epoca. Una certezza che si ha però, è che questa disciplina è stata menzionata per la prima volta in un libro scritto verso la fine del 1700, chiamato Manmulbo (만물보). Il Taekkyeon è stata la prima arte marziale dichiarata tesoro nazionale, e nel 2011 è diventato Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

Questa disciplina, sebbene considerata un metodo di combattimento, all’apparenza sembra di più una sorta di danza. Gli arti degli atleti, sia quelli superiori che inferiori, sono caratterizzati da dei movimenti molto fluidi e dinamici di forma triangolare. L’impressione che si ha è che siano in costante movimento senza mai fermarsi. Al giorno d’oggi nelle competizioni si usa un numero di tecniche limitate, e colpire in maniera troppo decisiva è vietato. I punti per vincere si ottengono spingendo fuori dal ring l’avversario, facendolo cadere a terra oppure colpendolo leggermente sulla testa con un calcio. Infine ti lascio un video dove potrai guardare tu stesso la raffinatezza di questa arte.

Il Sunmudo (선무도)

Il Sunmudo è un’arte marziale coreana di origine Buddhista basata sul Seon (선), la variante coreana dello Zen. Letteralmente il significato del nome di questa disciplina vuol dire “la via alla guerra del Seon”. Praticato dai monaci Buddhisti coreani sia come metodo di combattimento che come metodo di meditazione dinamica, fu usato anche dai suddetti nei periodi di guerra sin dalla fine del 1500, periodo in cui la Corea venne invasa dal Giappone. Fu andata quasi perduta nel secolo scorso, se non fosse stato per il monaco Monk Yang-ik, il quale introdusse di nuovo questa disciplina nel tempio Beomeosa di Busan. Al giorno d’oggi è possibile apprendere quest’arte direttamente in Corea, precisamente nel tempio Golgulsa che si trova nei pressi di Gyeongju.

Che ne pensi allora? Queste sono alcune delle più conosciute arti marziali coreane. Se anche tu vuoi fare parte di questo mondo, la Corea potrà essere allora una fonte inesauribile di studio, il quale non solo ti permetterà di imparare un metodo di combattimento, ma anche di conoscere di più la cultura coreana!

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