Uno degli ultimi K-drama usciti, Squid Game (오징어 게임), è diventato in fretta molto popolare in tutto il mondo e non c’è persona che non ne abbia sentito parlare. Si tratta di un survival game ambientato in Corea a cui partecipano semi-volontariamente delle persone che nella vita hanno grossi problemi economici e quindi, per disperazione, si riducono a tentare la sorte in questo gioco mortale. L’ultimo a rimanere in vita potrà portarsi a casa un jackpot di 456 miliardi di won (pari a circa 333 milioni di euro). I giochi coreani di Squid Game si basano su giochi per bambini che i partecipanti hanno provato durante la loro infanzia. Vediamo ora uno per uno di quali giochi si tratta.

Ddakji

Per essere reclutati come partecipanti del gioco, i vari personaggi sono adescati da un uomo in giacca e cravatta (interpretato da Gong Yoo) che promette loro dei soldi se vincono a un gioco da fare sul momento chiamato ddakji (딱지). Questo consiste nel riuscire a capovolgere un origami quadrato lanciandone uno identico con forza sopra di esso. Nel drama, se si riesce nell’impresa si ottiene una banconota da 50.000 won, mentre se si fallisce, si riceve una sberla. Al termine del gioco, il rappresentante di Squid Game lascia un biglietto da visita con un numero di telefono da chiamare per prendere parte al gioco vero e proprio.

Un, due, tre… stella!

Anche in Corea esiste un equivalente del nostro un, due, tre… stella, solo che la frase da pronunciare è 무궁화 꽃이 피었습니다 (mugunghwa kkotchi pieosseumnida), che letteralmente vuol dire “i fiori di ibisco sono sbocciati”. La scelta del nome del fiore non è casuale, perché l’ibisco è il fiore simbolo della Corea.

In Squid Game questo è il primo gioco e la frase viene pronunciata da una gigante bambola vestita di giallo e arancione che, quando si gira, rileva i movimenti dei giocatori, che vengono quindi eliminati. Letteralmente.

La bambola, riconosciuta ormai come simbolo della serie insieme agli uomini mascherati vestiti di rosso, è diventata talmente famosa che una sua riproduzione è stata recentemente installata al parco olimpico di Seoul.

Caramello

Il secondo dei giochi coreani di Squid Game è stato tradotto nei sottotitoli italiani semplicemente come “caramello”. Consiste infatti nello staccare delle formine da un cerchio di caramello, ovviamente senza romperle. Questo tipo di dolce si chiama dalgona o bbopgi ed è un dolcetto economico molto popolare tra i bambini coreani. Lo si trova frequentemente tra le bancarelle di street food, in particolare nell’area di Myeongdong. Al centro di questo cerchio di caramello, viene sempre applicata una formina (nel drama una stella, un cerchio, un triangolo o un ombrello) e ai bambini piace divertirsi a fare a gara per staccarla prima di mangiare il tutto.

Tiro alla fune

Il terzo gioco di Squid Game è il tiro alla fune (줄다리기). Si gioca a squadre e le regole non sono diverse da quelle che conosciamo, ma in questo episodio apprendiamo una strategia. Bisogna scegliere bene il leader, che sarà la persona davanti e più vicina agli avversari e che funge da anima della squadra, la quale si porrà ai lati alterni della corda. L’ultima persona deve essere invece qualcuno di forte e solido come una roccia. Appena il gioco inizia, bisogna soltanto tenere duro per non stancarsi e al contrario sfinire gli avversari. Una volta che gli avversari danno segni di cedimento, bisogna allora iniziare a tirare.

Biglie

La quarta sfida consiste nel giocare a biglie (구슬). Prima di tv e videogiochi, era un gioco molto in voga tra i bambini, che giocavano tra le vie della città, e ne esistevano varie versioni. Essendo ormai un gioco vecchio, i partecipanti più giovani non ne conoscono le regole e l’ambientazione ricreata in Squid Game per questa sfida ripropone un villaggio in stile hanok, cioè con le abitazioni tradizionali coreane di un tempo.

La versione più semplice consiste nel chiudere un certo numero di biglie nella propria mano e far indovinare all’avversario se si tratta di un numero pari (짝수) o dispari (홀수) ed è infatti questa la versione a cui la maggior parte delle coppie in Squid Game giocano. Altre versioni prevedono che si lanci la propria biglia più lontano rispetto all’avversario o che si centri una buca.

In questo episodio si parla inoltre di gganbu (깐부), il migliore amico e compagno di giochi del quartiere con cui si condivide tutto. Per diventare gganbu si suggella il patto facendo un gesto simile alla nostra promessa con il mignolino a cui però viene aggiunto anche il pollice. Il pollice serve infatti a mimare il timbro che si appone su un contratto per validarlo.

Il ponte

La quinta sfida di Squid Game si chiama 징검다리 건너기 (jinggeom dari geonneogi) e riprende un gioco molto semplice che consiste nell’attraversare un ruscello saltando su piccole pietre che, messe insieme, aiutano a raggiungere l’altra sponda. Il problema è che in questa sfida invece delle pietre c’è del vetro e se si mette il piede su quello più fragile, non si cade in un ruscello ma nel vuoto, fino a sbattere la testa sul pavimento e morire.

Il gioco del calamaro

L’ultimo gioco, quello decisivo e che dà il nome alla serie, è il gioco del calamaro (오징어게임). A vista sembra molto simile al nostro campana, in quanto prevede di saltare all’interno di aree disegnate per terra con il gesso. Tuttavia, con molta fantasia, questo disegno dovrebbe ricordare un calamaro e le regole sono diverse.

Si gioca in due o in due squadre. Una parte è in difesa e inizia all’interno della figura muovendosi su entrambe le gambe. La parte attaccante inizia invece nel cerchio in cima alla figura, che rappresenta la testa del calamaro, e può muoversi su una sola gamba all’esterno della figura. Se l’attaccante riesce però ad attraversare la linea centrale e raggiungere l’altro lato, può liberarsi della penalità e muoversi finalmente su due gambe. A quel punto, passando all’interno del campo da gioco, dovrà tornare alla testa del calamaro per vincere. La difesa deve impedire questo passaggio, cercando di spingere gli attaccanti fuori dal campo di gioco.

Ecco spiegati i giochi coreani di Squid Game a cui i partecipanti di questo survival hanno dovuto sottoporsi. Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti!

Per altre informazioni e curiosità sulla cultura coreana, continua a seguire il blog di Go! Go! Hanguk e non esitare a contattarci per vivere e studiare in Corea.